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VARIE - Rassegna stampa

LA REPUBBLICA - 13 Aprile 1978

LA TV CI REGALA DUE SUPERMEN.

RETEDUE, ALLE 18,45. Tempo fa, sempre la Retedue, mando' in onda una fortunata serie di fumetti in tv che piacque molto. Adesso, memori di questa esperienza e anche per altre ragioni, Buonasera con... propone alcuni fumetti legati a due personaggi extraterrestri: Superman e Atlas Ufo-Robot.
Il primo è un eroe popolarissimo anche ai meno giovani, mentre il secondo, creato in Giappone, è poco conosciuto in Italia. Ma sia la storia di Atlas Ufo-Robot, sia quella di Superman (altrimenti noto come Nembo Kid) sono abbastanza simili: in tutte e due, un ragazzo, scampato alla distruzione del suo pianeta, raggiunge con una navicella spaziale la Terra e vive sotto sembianza umane. Superman nei panni del giornalista Clark Kent, Actarus (il passegero di Atlas che ha un Ufo-Robot incorporato e da' il titolo alla serie giapponese) in quelli di un ranchero. La Rai ha pensato di abbinare a questa serie televisiva (iniziata la scorsa settimana) un concorso a premi, forse per stimolasre un maggiore ascolto. Se e' cosi', non c'era da preoccuparsi: in tempi dove a vedere "Guerre stellari" e "Incontri ravvicinati del terzo tipo" corrono milioni di spettatori, si puo' star certi che un programma imperniato sugli extraterrestri piacera', come si dice, a "grandi e piccini".



TOPOLINO N. 1181 - 16 Luglio 1978

ANTEPRIMA! TORNA ATLAS UFO ROBOT!

Gli extraterrestri provenienti da vega sono di nuovo in agguato, pronti ad attaccare la terra per asservirla al loro potere. Ma contro questi terribili e spietati nemici è pronto ancora una volta a scendere in campo, anzi a solcare gli spazi interplanetari, Actraus a bordo del suo disco volante che, all'occorrenza, libera il super robot Goldrake ("in azione", qui sopra). Ormai la notizia è confermata: la serie di telefilm a cartoni animati di Atlas Ufo robot torna sul video. La programmazione dovrebbe effettuarsi a novembre, sempre alle 19:00, Rete 2.
Quindi, in autunno, vedremo nuove avventure di Actarus, Alcor, il professor Procton e tutti i loro amici che si batteranno in difesa del nostro pianeta contro le raffinate armi dei maligni abitanti di Vega. Anche questa seconda serie è "made in Japan".

Per realizzare Goldrake e C., questi emuli di disney dagli occhi a mandorla, hanno fatto ricorso a un cervello elettronico nel quale hanno inserito i dati riguardanti le vicende, il tipo di disegno e i colori previsti. il computer ha quindi fornito tutti i ragguagli tecnici perchè i cartoni animati risultassero perfetti. Una tecnica quasi fantascientifica.



TOPOLINO N. 1202 - 10 Dicembre 1978

GOLDRAKE, ORA TOCCA A TE!

Gli UFO sono proprio di casa.
A San Benedetto del tronto vanno e vengono dal mare come fossero gabbiani. Nei pressi di Siena, lo hanno raccontato a Domenica in del 19 novembre, omini verdi se ne vanno a spasso per le campagne. Così, è giusto che gli extraterrestri approdino, anzi, riapprodino in TV. A partire dall' 11 dicembre, Rete 2, alle 19.15, prende il via una nuova serie di Atlas Ufo Robot, i cartoni animati che tanto successo ebbero lo scorso anno.

E con loro torna anche Goldrake, il gigantesco eroe.




TV sorrisi e canzoni n.51 - Programmi televisivi dal 17 al 23 dicembre 1978

Il cinema d'animazione giapponese sta conoscendo momenti di splendore. A dare il via a quello che si è dimostrato un vero e proprio affare commerciale è stata la casa produttrice Toei nel 1958. La Toei, tanto per intenderci, ha inondato l'Italia con Atlas Ufo Robot. Il primo lavoro, un lungometraggio, che fece conoscere l'abilità giapponese in tutto il mondo, è stato "Il serpente bianco", lamentosa storia di un giovane che si innamora di una fanciulla precedentemente incarnatasi in un serpente. Poi i giapponesi hanno scoperto il filone della fantascienza. Proprio in questo campo, la fantasia orientale ha dato il meglio di se stessa. Terra in pericolo, minacciosi mostri venuti da mondi lontani, esplosioni apocalittiche che ricordano da vicino le tragiche bombe su Hiroshima e Nagasaki: i giapponesi non dimenticheranno mai quello che hanno subito, l'inferno che si è scatenato sulle loro città. Spesso nei loro film, e non solo in quelli d'animazione, ricorre il tema della guerra atomica, la follia infernale.

Ma torniamo ai "cartoons". Come spiega Giannalberto Bendazzi nel suo libro "Topolino e poi" sul cinema d'animazione: "In Giappone anzichè puntare sul grazioso e fondarsi sulla musica e sugli intermezzi cantati e ballati, come quello americano, il lungometraggio preferì in generale un montaggio rapidissimo, un'azione mozzafiato, la descrizione di mondi chimerici non disdegnando la violenza".
Dunque gli Atlas Ufo Robot sono tornati a volteggiare sulla nostra testa. Ventisei puntate per la gioia di tante persone. Gli indici di ascolto sono alti, 3 milioni e 800 mila. Bisogna tenere conto, inoltre, che per la Televisione non vengono considerati i telespettatori sotto i 15 anni che costituiscono la maggior parte di ammiratori del programma.
In questa seconda serie, Actarus lotta contro invasori e mostri nuovi: molte battaglie si svolgeranno sott'acqua. il mare è il nuovo elemento in cui si muove Goldrake, il fantastico gigantesco robot che ricorda nell'aspetto gli antichi samurai. Al fianco di Actarus, il ragazzo venuto da un altro pianeta, ci sono Alcor, il giovane pilota terrestre di dischi volanti, la graziosa Venusia, il professor Procton che ha allevato Actarus.
Ad allentare la "tensione" degli episodi contribuiscono i due buffi personaggi, Rigel e suo figlio Mizar, tratteggiati con aspetto che ricorda molto più Jacovitti che gli intrepidi gladiatori dello spazio: Rigel, collerico, presuntuoso, vigliacco, convinto che gli esseri di terre lontane devono per forza essere buoni. Mizar, invece, è l'opposto del padre (a parte la bruttezza), capace, intelligente e un po' rompiscatole. C'è sempre il paesaggio idilliaco della fattoria in cui vivono Actarus e i suoi amici e la fantascientifica centrale idroelettrica che nasconde l'hangar dove è approntato il gigantesco Goldrake.
Ventisei puntate da guardare e da non perdere. Fortunati quelli che hanno il televisore a colori: la tecnica giapponese in questo campo ha fatto passi da gigante introducendo apparecchiature elettroniche che programmano sia i movimenti che i colori. E dopo Atlas Ufo Robot? Un po' di pazienza, sembra che sia in arrivo un altro fantastico personaggio: Mazinga, anche lui abituato a sconfiggere i mostri sapaziali.

Paolo Cucco




Corriere dei piccoli n.4 - 25 gennaio 1979




TV sorrisi e canzoni n.49 - Programmi televisivi dal 9 al 15 dicembre 1979




TOPOLINO N. 1255 - 16 Dicembre 1979

SUPERGOLDRAKE, E' IL TUO MOMENTO

Cambio della guardia a Buonasera con..., la trasmissione in onda da lunedì a venerdì, Rete 2, alle 19.05. Alberto Lupo cede il posto a Peppino De Filippo; Mork e Mindy lasciano spazio (è proprio il caso di dirlo) a Supergoldrake. Questa nuova serie a cartoni animati è il proseguimento di Atlas Ufo Robot. Così rivediamo Actarus in difesa della terra, minacciata dagli extraterrestri provenienti da Vega. In queste nuove avventure di Actarus, Alcor, il professor Procton e tutti i suoi amici non manca Goldrake, il fantastico robot, diventato Supergoldrake per l'occasione (lo vediamo nella foto). Anche questa terza serie è "made in Japan".




LA STAMPA - 8 Marzo 1997

In principio fu Elio - Musichette trasformate dal rock (Gabriele Ferraris)

«Vergogna, un'intera nazione vittima di queste puttanate!». Così si sdegnò Francesco Guccini, travolto dal coro di «Ufo Robot» tra un'«Avvelenata» e una «Locomotiva», complice la presenza on stage dei due autori della canzoncina in questione, Vince Tempera e Ares Tavolazzi. L'espressione «puttanate» è forte, e ne lasciamo per intero la responsabilità al Saggio di Pàvana. Ma ai tempi loro, le sigle dei primi cartoni animati giapponesi - «Atlas Ufo Robot», appunto, «Capitan Harlock» e altre facezie - non erano certo un cult per rockettari raffinati. I cupi Anni Settanta declinavano, e nessuno immaginava che, dietro alle immortali rime «Si trasforma in un razzo missile / col circuito di mille valvole», si nascondessero - con il nom de plume di Actarus - il maestro Tempera, e l'austero Tavolazzi, bassista degli Area. Per intenderci, uno che suonava l'«Internazionale» in versione rock.


VINCE TEMPERA

Sono loro, Ares e Vince, i primi a stupirsi, oggi, dell'incredibile ascesa di quelle siglette nell'Olimpo dell'underground. «Erano un divertimento redditizio - ricorda Tempera -. Le canzoni, negli originali giapponesi, non avevano una voce solista: per noi era una sfida, riprodurre quel tipo di coralità. E nei testi potevamo scrivere qualsiasi cosa. Beh, ci è capitato anche di incappare in una specie di censura: cambiai qualche verso di "Capitan Harlock", nella prima versione era un inno esagerato all'anarchia.». Per la cronaca, quella sigla - attribuita al fantomatico gruppo La Banda dei Bucanieri - nel maggio del '79 arrivò fino al 10° posto in hit parade; meglio fecero «Ufo Robot», quarto nel giugno '78 e «Goldrake», nono nel febbraio '79.


ARES TAVOLAZZI

Allora, erano i bambini a comperare i 45 giri con le magiche sigle dei cartoon. Oggi gli stessi bambini, cresciutelli, formano - con legioni di teenager in cerca di sensazioni forti - lo zoccolo duro del più incredibile dei revival: la rivisitazione in chiave rock di quelle canzoncine. I precursori sono stati Elio & le Storie Tese, agli inizi degli Anni Novanta, con «Cartoni Animati Giapponesi», canzone-manifesto del movimento. Poi sono venuti i duri, i punkettari che riservano a «Goldrake» e alla «Canzone dei Puffi» lo stesso trattamento inflitto dai Sex Pistols a «God Save The Queen». Immaginate un muro di chitarre distorte che s'abbatte su una massa di teenager che poga disperatamente urlando in coro «Ma chi è? Ma chi è? / UforobotUforobot!»: è un concerto degli Amici di Roland, band torinese che ha in repertorio altri classici quali «Furia cavallo del West» in una versione che fa sembrare «Anarchy in U.K.» una carola natalizia.

Certo, adesso la tivù rischia di ribanalizzare tutto. Ideologicamente, dove sta la differenza fra Baglioni che canta «Heidi» e Cristina D'Avena che canta «Heidi»? Ma il verbo del punk-cartoon non si piega all'invadenza faziana. Con gli Amici di Roland, altre posse scorrono la Penisola: a Cuneo imperano i Kinder, segnali importanti arrivano dal Veneto, dal Lazio. E da Trento a Palermo l'invocazione a Goldrake si leva possente. Il robottone è tornato. Tremate, invasori spaziali."

 
     
 
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